Benessere Avicoli – Qualcosa sta cambiando

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LETTIERE PER ALLEVAMENTI AVICOLI

Nel 2004 avvenne il più grande passo avanti nell’ambito del benessere degli avicoli. Infatti è entrato in vigore il regolamento europeo che obbliga a etichettare le uova secondo un metodo di allevamento prestabilito.

Da quella data quasi il 40% delle galline italiane è passato ad allevamenti più rispettosi del loro benessere. E questo è riportato, in dettaglio, sia sull’etichetta delle confezioni sia tramite il codice numerico stampato sulle uova, cioè è possibile rilevare come ha vissuto la gallina che le ha prodotte:

  • Codice 0: in sistemi biologici,
  • Codice 1: all’aperto,
  • Codice 2: a terra,
  • Codice 3: in gabbia.

Nel dettaglio del codice 2 però il CIWF (Compassion in World Farming) ha lanciato un’allarme:

…a volte può succedere che con codice 2 (allevamento a terra) vengano etichettate anche uova prodotte da galline tenute in sistemi “quasi a terra”: si tratta dei cosiddetti “sistemi combinati”, che possono essere convertiti in gabbie, semplicemente chiudendo lo sportello frontale di quella che resta ancora una gabbia potenziale.

Alcune aziende, tuttavia si sono già impegnate ad escludere dai propri scaffali e dalla propria fornitura uova provenienti da galline allevate in gabbie contaminate.

La lotta per una tutela maggiore per il benessere degli avicoli continua oggi infatti, ad inizio 2020, alcune organizzazioni del settore hanno scritto al Ministro della Salute Roberto Speranza per convincerlo a sostenere l’abolizione delle gabbie negli allevamenti intensivi di tutta Europa.

Leggi anche: Gallina che sta al sole fa uova buone

Una strada ancora lunga

Ciò nonostante la strada per il benessere degli avicoli è ancora lunga, basta leggere questi dati da: ilsalvagente.it:

Il 90% dei polli da carne venduti sono i broiler a rapida crescita, animali selezionati per raggiungere un maxi petto in 42 giorni. Se ne vendono 7 miliardi all’anno in Europa e circa mezzo miliardo solo in Italia. Le conseguenze?

Benessere degli avicoli inesistente e scarsa qualità dei petti di pollo: troppo grasso, su una carne da sempre considerata magra, e che si sfilaccia dando vita al fenomeno della “carne a spaghetti”.

Questo porta ad un’incredibile abbassamento dei livelli della qualità della carne sulle nostre tavole:

  • Fino al 78% dei polli mostra white striping (contro il 10% di quelli a lento accrescimento)
  • Fino al 23,4% dei polli mostra il petto legnoso (contro appena l’1% di quelli a lento accrescimento)
  • Per i polli a crescita rapida aumenta in maniera significativa la necessità di rinnovare la lettiera per mantenere buone condizioni ambientali, con una richiesta di trucioli di legno approssimativamente superiore del 67% durante il ciclo produttivo
  • La mortalità complessiva è maggiore (fino all’11%) e c’è una probabilità fino a 3 volte maggiore che i polli soffrano di zoppie nei polli a crescita rapida, mentre quelli a lento accrescimento mostrano una mortalità ridotta (5.2%) e migliori capacità di movimento