Gestione ambientale delle lettiere avicoli

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Una corretta gestione delle lettiere degli allevamenti avicoli ti permetterà di aumentare il benessere dei tuoi animali.

Negli allevamenti avicoli, le migliori tecniche di gestione delle deiezioni, sono basate sul principio che le emissioni si riducano in misura tanto più intensa quanto più bassa è l’umidità delle deiezioni deposte.

Nel triennio 2003-2006, la Regione Emilia-Romagna ha condotto uno studio di monitoraggio sulle diverse condizioni degli allevamenti e delle lettiere per verificarne l’effetto sull’ambiente.

Obiettivo della ricerca era l’identificazione di linee guida per una progettazione e una gestione ottimale sotto il profilo dell’impatto ambientale.

Le attività del progetto sono state studiate in modo da affrontare il problema ambientale sotto questi aspetti:

  • condizionamento del micro-clima interno,
  • consumo di energia,
  • mitigazione degli odori,
  • gestione delle lettiere,
  • smaltimento dei capi morti,
  • impiego agronomico,
  • recupero di energia dalle lettiere esauste
  • sistemi di gestione per la qualità e per l’ambiente.

 

I dati della gestione ambientale delle lettiere degli avicoli

Tab.1 – Fattori annui di emissione di ammoniaca dei cicli di allevamento monitorati.

Azienda

Tipo di ventilazione

Tipo di lettiera Densità di accasamento (capi/m) Densità massima (kg di peso vivo/m)

Emissioni di ammoniaca (grammi/capo/anno)

Cicli produttivi invernali

Azienda 1

Longitudinale Paglia 17 28.9 179.9

Azienda 2

Trasversale Paglia 14.6 24.1 17.8

Azienda 3

Longitudinale Lolla riso 19.2 27.8 156.3

Azienda 4

Longitudinale Paglia 17.7 29.2 69.1

Azienda 5

Trasversale Paglia 16.3 28.2 89.8

Media periodo invernale

102.6

Cicli produttivi estivi

Azienda 1

Longitudinale Paglia 17.2 30 44.5

Azienda 2

Trasversale Paglia 14 24.27 26.4

Azienda 3

Longitudinale Lolla riso 16.1 25.77 53.1

Azienda 4

Longitudinale Paglia 17 25.80 72.8

Azienda 5

Trasversale Paglia 16.5 26.90 81.6

Media periodo estivo

55.7

Media complessiva

7 9.1

Fonte: Crpa

 

Lo studio della gestione ambientale delle lettiere degli avicoli

L’obiettivo dello studio era la verifica:

  • dell’effetto delle strutture,
  • di dispositivi di controllo della ventilazione
  • di diverse tecniche di gestione degli allevamenti avicoli

E su come questi influivano sulle

  • condizioni delle lettiere,
  • benessere degli animali,
  • performance produttive.

Durante il progetto sono state monitorate quattro tipologie di allevamento con lettiera a base di paglia o lolla di riso e ventilazione longitudinale o trasversale.

Sono stati condotti due cicli di prove: uno invernale e l’altro estivo.

Complessivamente sono stati monitorati 12 cicli produttivi per un totale di 279.640 soggetti allevati.

Per ogni ciclo produttivo sono stati registrati i principali parametri ambientali:

  • temperature interne ed esterne,
  • emissioni di ammoniaca
  • qualità delle lettiere prodotte (umidità, contenuto in azoto e pH).

La caratterizzazione delle lettiere è stata eseguita al termine del ciclo produttivo con appositi strumenti.

 

I risultati della gestione ambientale delle lettiere degli avicoli

Ricoveri a ventilazione longitudinale:

  • sostanza secca è risultata mediamente pari al 69%,
  • contenuto di azoto totale a 37.065 mg/kg, equivalente al 5,50% della sostanza secca,
  • contenuto di azoto ammoniacale pari a 4.565mg/kg, equivalente al 13,9% dell’azoto totale.
  • Sono state riscontrate masse volumiche medie di 574 kg/m3 e produzioni di 30,9 kg/m2.

Ricoveri a ventilazione trasversale:

  • sostanza secca è risultata mediamente pari al63,1%,
  • contenuto di azoto totale a 37.767 mg/kg, equivalente a 6,42% della sostanza secca,
  • contenuto di azoto ammoniacale pari a 5.886 mg/kg, equivalente al 16,7% dell’azoto totale.
  • Sono state riscontrate masse volumiche medie di 608 kg/m3 e produzioni di 27,7 kg/m2.

Cosa vuol dire: 

  1. I contenuti di sostanza secca e di sostanza volatile delle lettiere dei ricoveri a ventilazione longitudinale sono risultati più alti di quelli dei ricoveri a ventilazione trasversale;
  2. Per effetto del minore contenuto di umidità riscontrato nelle lettiere, i contenuti di azoto (totale e ammoniacale) dei ricoveri a ventilazione longitudinale sono stati più bassi rispetto a quelli dei ricoveri a ventilazione trasversale;

In definitiva i ricoveri con ventilazione trasversale, specie nei mesi invernali, hanno dimostrato di avere un’efficienza superiore nel contenere le emissioni di ammoniaca.

Inoltre, l’intensità delle emissioni di ammoniaca, dipende:

  • Umidità della lettiera: quanto più è bassa tanto minore è la trasformazione dell’azoto organico in ammoniaca;
  • Quantità di lettiera: altezze molto elevate di lettiera non sempre sono convenienti a causa della difficoltà da parte degli animali di rimescolare lo strato e quindi di sfruttarne tutta la capacità di imbibizione. Una lettiera di 2,5-3 kg/m2, secondo il tipo di ciclo e la densità animale, può essere considerata sufficienti per i mesi estivi, mentre valori leggermente più elevati sono raccomandati per i mesi invernali;
  • Qualità della lettiera: il truciolo di legno, grazie alla sua friabilità garantita anche con umidità elevate, può essere considerato il materiale più idoneo per l’assorbimento dell’umidità delle deiezioni, mentre le paglie di frumento e di riso tendono ad impaccarsi più rapidamente;

In conclusione, la realizzazione di ricoveri con un buon grado di isolamento e un corretto controllo della ventilazione, consente un elevato risparmio energetico e permette di mantenere livelli di umidità della lettiera tali da ridurre al minimo le emissioni di ammoniaca e di odore.

Ciò si ripercuote sulla qualità dell’aria all’interno del ricovero e sul benessere dell’animale, il che è verificabile, ad esempio, con una minore incidenza delle dermatiti plantari e delle lesioni ai garretti.

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