Le norme nazionali sulla protezione degli animali negli allevamenti

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Le norme nazionali sulla protezione degli animali negli allevamenti

La protezione degli animali negli allevamenti, rappresenta una priorità sancita da leggi nazionali e internazionali.

Tale priorità scaturisce da una sempre maggiore sensibilità dei consumatori nei confronti degli animali allevati, culminata nel Trattato di Lisbona dell’Unione europea che, all’articolo 13, riconosce giuridicamente agli animali lo status di “esseri senzienti”.

La normativa sulla protezione degli animali negli allevamenti

Nel nostro Paese, la protezione degli animali in allevamento, è sancita dal d.lgs 146 del 2001 in attuazione della Direttiva 98/58/CE.

In aggiunta, con tale decreto, l’Italia ha previsto anche prescrizioni specifiche per la protezione degli animali allevati per il solo valore della pelliccia, ai quali devono essere garantiti spazi precisi per l’allevamento e lo svezzamento e la possibilità di essere allevati a terra in recinti dotati di arricchimenti che rendano l’ambiente idoneo alle loro necessità.

Le principali norme:

  • Decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 146: attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti;
  • Decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 126: attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli;
  • Decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 122: attuazione della direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini;
  • Decreto legislativo 27 settembre 2010, n. 181: attuazione della direttiva 2007/43/CE che stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne;
  • Decreto legislativo 29 luglio 2003 n. 267: attuazione della direttiva 2002/4/CE, per la protezione delle galline ovaiole e la registrazione dei relativi stabilimenti di allevamento;
  • Decreto Ministeriale 4 febbraio 2013: disposizioni attuative in materia di protezione di polli allevati per la produzione di carne, ai sensi degli articoli 3,4,6 e 8 del decreto legislativo 27 settembre 2010, n. 181;
  • Codice Penale – articolo 544 ter: maltrattamento animale

Responsabilità e doveri dell’allevatore

Gli allevatori hanno la responsabilità di:

  • Rispettare le norme in vigore per la protezione degli animali negli allevamenti;
  • Per tutti gli animali, inclusi pesci, rettili e anfibi, allevati o custoditi per la produzione di derrate alimentari, lana, pelli, pellicce o per altri scopi agricoli, l’allevatore deve ispezionare gli animali tutti i giorni per fornire loro:
    • Cibo e acqua regolarmente, in quantità sufficiente e adeguata alle esigenze degli animali e del clima;
    • Le necessarie cure sanitarie e un adeguato livello di benessere fisico ed etologico;
    • La libertà di movimento adeguata alle esigenze dell’animale;
    • Spazi adatti alle esigenze fisiologiche ed etologiche dell’animale;
    • La regolare pulizia degli spazi di dimora.
  • Oltre a questi principi base valevoli per tutte le specie, vi sono anche i seguenti requisiti specie-specifici:
    • Per le galline ovaiole la presenza di arricchimenti ambientali come i posatoi, il nido per la deposizione delle uova e una lettiera per poter lazzolare;
    • Per i polli da carne, l’accesso permanente a una lettiera asciutta e friabile;
    • Per i suini la presenza nei box di materiale che permetta attività di esplorazione e grufolamento, come paglia, fieno, legno, ecc;
    • Per le scrofe del mangime riempitivo e ricco di fibre, utile a saziare la fame.

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